Utile saperlo

Macchina che non può ricevere istruzioni: incentivi 4.0 possibili?

Written by Stefano Lissa

Una macchina che non è costruita per poter ricevere istruzioni, rientra comunque negli incentivi con il piano impresa 4.0 (anche se la norma contiene questo requisito)?

La risposta è positiva, una macchina non ingegnerizzata per poter ricevere istruzioni o part-program, può rientrare lo stesso negli incentivi industria 4.0. Ovviamente in via eccezionale come chiarito da una circolare del MISE.

Prima di tutto è importante aver chiaro da dove viene il requisito sull’invio delle istruzioni. Nell’allegato A della legge di bilancio 2017 contiene le indicazioni sui beni strumentali che possono essere agevolati (prima con l’iperammortamento e dal 2020 con il credito di imposta).

Nel testo c’è il punto fondamentale che obbliga tutti i beni strumentali ad essere in grado di ricevere istruzioni:

Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program

Nelle circolari del MISE viene poi spiegata la natura delle istruzioni, che può essere molteplice: dal part-program (ad esempio il classico programma di un tornio CNC) a informazioni più generiche sulla pianificazione della produzione.

Quest’ultima precisazione apre le porte a molti tipi di istruzioni: ad esempio potrei trasferire alla macchina l’elenco delle lavorazioni da fare in funzione di quanto programmato dell’azienda in modo da garantire che la sequenza dei lavori sia compatibile con il piano di produzione generale.

Nota. Sappiamo tutti benissimo che industria 4.0 non dipende dall’essere in grado di mandare delle istruzioni ad una macchina: il paradigma industria 4.0 è qualcosa di molto più generale che si estende ben oltre le macchine interconnesse e/o le modalità con cui sono interconnesse. Ma queste sono le condizioni per avere degli incentivi, non le condizioni per poter affermare nella nostra azienda stiamo facendo industria 4.0.

Esistono però molte tipologie di macchine e relative lavorazioni che non necessitano dell’invio di istruzioni. Ad esempio, una batteria di piccole macchine ingegnerizzate per fare una singola trasformazione standard, che lavorano per mesi sempre allo stesso modo, non hanno necessità di informazioni esterne. Talvolta queste macchine possono essere attrezzate per un lavoro leggermente differente, ma non possono essere parametrizzate per fare qualcosa di diverso.

Questo ci impedisce di fare industria 4.0? Assolutamente no. E con la circolare del primo agosto 2018, non ci impedisce nemmeno di accedere agli incentivi.

Questa circolare, stimolata evidentemente dai tanti casi e relativi interpelli inviati al MISE, non ultimo anche il mio, ha chiarito che in condizioni particolare il requisito di invio di istruzioni può ritenersi non necessario.

Senza annoiarvi con tutti il testo della circolare, che trovate nel sito del MISE:

…in quanto progettate per un unico ciclo di lavoro o per un’unica lavorazione completamente standardizzata, non necessitano di ricevere istruzioni operative né in relazione alla sequenza (temporale e/o logica) delle attività o delle azioni da eseguire, né in relazione ai parametri o alle variabili di processo.

La circolare fa degli esempi: taglierine, frantoi, trance… non bisogna però farsi trarre in inganno dal breve elenco che è solo a titolo di esempio: non è infatti possibile pensare che il MISE possa stilare una lista completa di macchine che non necessitano di istruzioni e quindi resta a carico del tecnico capire la situazione e giustificare la propria scelta.

Scelta che ovviamente non va abusata: se è evidente che una macchina, innestata in un certo processo produttivo, potrebbe ricevere qualche sorta di informazioni, non è raccomandabile affermare il contrario.

Ad esempio, un laminatoio potrebbe essere costruito (o utilizzato) per fare sempre la stessa lavorazione. Ma se realizza lotti di lavoro richiesti da diversi clienti o diversi reparti a valle, è evidente che ci saranno delle commesse e un ordinamento dei lavori da fare con determinate priorità e date di scadenza.

In questo caso è bene che la macchina, se fattibile, possa ricevere queste informazioni e presentarle all’operatore.

Molto spesso queste informazioni di pianificazione sono in realtà disponibili per l’operatore attraverso il MES su dispositivi esterni alla macchina (ad esempio un tablet). Ciò è perfettamente logico in ottica industria 4.0, ma può crearci qualche problema con i requisiti della norma. In questo caso quando l’operatore “attiva” una certa lavorazione, è utile poter inviare questa informazione alla macchina in modo che la stessa possa comunicare di ritorno dei dati abbinati alla specifica commessa.

Dati in uscita

Se è accettabile avere macchine che non possono ricevere istruzioni e se esiste la deroga rispetto al requisito imposto dalla legge, la circolare ci ricorda che è necessario che la macchina produca dati in uscita.

E questi dati in uscita devono produrre qualche effetto, o meglio un valore per l’azienda e i suoi processi produttivi.

Il caso più semplice è quello di raccogliere dati di funzionamento. Tornando all’esempio precedente (una batteria di macchine che fanno un lavoro standard), l’azienda dovrebbe mettersi nelle condizioni di rispondere, con la raccolta dati automatica, a queste domande:

  1. le macchine stanno tutte lavorando con l’efficienza attesa (ad esempio misurandole con l’OEE)?
  2. c’è qualche macchina che si comporta in modo anomalo (ad esempio blocchi continui)?
  3. ci sono delle macchine che non vengono mai utilizzate?
  4. ci sono delle macchine che hanno un livello qualitativo più basso rispetto alle altre (quindi sto tracciando la macchina di origine di un lotto)
  5. le macchine sono sempre cariche al 100% e quindi quel passo del processo è un collo di bottiglia

Assieme al monitoraggio tradotto in indici di efficienza si può affiancare la possibilità di controllo e/o diagnosi da remoto. In questo caso l’obiettivo dovrebbe essere quello di avere strumenti per un’analisi in tempo reale, a differenza della domande precedenti che sono valutazioni sul medio periodo.

Il capo reparto indipendentemente che si trovi in azienda o fuori perché ad esempio in reperibilità, dovrebbe essere in grado di avere una visione istantanea dello stato delle macchine.

  1. stanno lavorando tutte?
  2. quante sono ferme per anomalia?
  3. ricevo automaticamente avvisi quando il numero di macchine ferme raggiunge un valore non accettabile?
  4. posso decidere se devo intervenire in reperibilità oppure se la condizione, per quanto non ottimale, non necessità di una uscita?

La strada di industria 4.0, anche solo per questi aspetti che sono una minima parte di quanto si può fare, è lunga ma piena di opportunità. Questi miglioramenti hanno però bisogno di una visione che vada al di là dei 5+2 requisiti degli incentivi impresa 4.0.


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