Utile saperlo

Evoluzione delle macchine e del rapporto cliente-fornitore

Meno protocolli, più informazione

Fermandosi un attimo a ragionare, siamo in un periodo assurdo per quanto riguarda le macchine e il loro modo di essere interconnesse:

  • una quantità impressionante di protocolli che devono essere implementati dai sistemi esterni alle macchine
  • una quantità di rielaborazione dei dati macchina per portarli in formati utilizzabili
  • una patologica scarsità di dati utili
  • mancanza di elaborazione nella macchina prima della comunicazione all’esterno

Questa situazione non è giustificabile, come una volta, per la mancanza di tecnologia o di potenza dei sistemi digitali montati sulle macchine (leggasi PLC o industrial PC). Ormai, se già non c’è un PC nella macchina, ci sono PLC che implementano protocolli standard, ad esempio OPC-UA.

Nel prossimo futuro dovremmo incontrare macchine che:

  • utilizzano fin da principio un protocollo tra quelli più usati nel mercato ed i produttori che ancora rimandano la questione si troveranno a rincorrere gli altri
  • non esporranno più dei generici dati, ma direttamente delle informazioni di processo, anche risultato di elaborazioni interne
  • saranno più autonome nell’auto-analisi: non più sistemi esterni che raccolgono le vibrazioni per calcolare il tempo di vita con algoritmi ML, ma modelli ML già implementati in macchina, aggiornabili, che comunicheranno i risultati all’esterno
  • i produttori di componentistica, ad esempio i motori, li forniranno sensorizzati e con le relative librerie software per il processamento dei dati dai sensori

Le macchine diventeranno quindi molto più intelligenti e sarà più facile dialogare con loro, andando a sostituire il modello attuale, dove l’intelligenza della macchina viene creata al di fuori della stessa.

Servitizzazione

Queste macchine più intelligenti non vorranno comunicare solo con il proprio utilizzatore, ma spingeranno per comunicare con il loro produttore.

Non è una novità da un punto di vista tecnologico, ma sarebbe una novità vederlo implementato su larga scala.

Alcuni elementi da prendere in considerazione:

  • è necessario estrarre la conoscenza sulla macchina e sulla sua manutenzione dalla testa dei manutentori e trasformarla in conoscenza utilizzabile in modo automatizzato
  • impensabile il fai da te: i produttori non potranno crearsi i servizi in cloud necessari per la servitizzazione, dovranno selezionare delle soluzioni pronte fornite da terze parti
  • diventerà fondamentale riportare in azienda la conoscenza che si genererà dal monitoraggio dei propri prodotti, informazione che spesso viene perduta nel momento in cui si chiude il rapportino di intervento

Bilanciamento software-hardware

Il software nelle macchine assumerà un peso sempre maggiore e i produttori che utilizzano servizi esterni per lo sviluppo si troveranno a fare scelte strategiche non facili, dove parte del valore inizierà a migrare verso questi fornitore terzi.

Ci sarà uno spostamento dei clienti verso un aumento di richieste di modifiche del software della macchina che il produttore dell’hardware che dovrà intermediare con il fornitore del software.

La tendenza a “non farsi saltare via” da parte del produttore e la sua non competenza in ambito software, produrrà ritardi, incomprensioni, implementazioni errate.

La scelta cadrà tra la sezione di un fornitore software stabile e affidabile oppure la creazione di un team di sviluppo interno per catturare tutto il valore del bene.

Chi oggi si affida a fornitori non “sicuri” deve già mettere in conto di dover gestire situazioni spinose con i propri clienti nei prossimi anni.

Servono imprenditori e non padroni

Questa è una osservazione di un amico che ben conosce le PMI: la gestione padronale è fenomenale per far funzionare perfettamente l’azienda in modo efficiente, con le conoscenze accumulate e con innovazione incrementale.

Non funziona molto bene quando si presentano alla porta cambiamenti radicali come i meteorologi dell’industria stanno prevedendo da tempo (e forse le nuvole, a ben guardare, si vedono già all’orizzonte)

Vai alla pagina principale sugli incentivi industria 4.0

About the author

Stefano Lissa

2 Comments

  • Ottimo articolo.
    Noi programmatori siamo abituati da vent’anni al paradigma ad oggetti che predica il data hiding, ovvero nasconde l’implementazione presentando un’interfaccia by method.
    La creazione di un oggetto tecnologico Hardware/Software e comunica by service con un interfaccia standard, nascondendo il protocollo fisico sottostante, è la direzione in cui (si spera) si muoverà il mercato.
    Purtroppo, com’è avvenuto per IO-Link e per il linguaggi dei PLC (Ladder, ST, ecc..) ci sono forti interessi corporate che rallentano questi processi di “apertura”, speriamo bene.

    • Ciao Davide, qualcuno ha previsto che vista la lentezza e la chiusura del mondo macchine, l’opportunità che scaturisce dall’interconnessione se la andrà a prendere i player dell’informatica. Non per nulla Azure, Google e Amazon AWS stanno creando sempre più servizi per il manufacturing e anche istituzioni come Eclipse e Apache hanno iniziato a buttare l’occhio in quel mondo. Adesso è tutto in divenire, quindi tanta roba del cui futuro non si sa, ma quel settore è abituato a muoversi velocemente e quindi è probabile che vedremo delle cose interessanti nel prossimo futuro.

Leave a Comment