Utile saperlo

Dichiarazione di conformità macchina per industria 4.0

Con l’arrivo dell’iperammortamento e con le regole per potervi accedere l’acquirente di un bene strumentale chiede una dichiarazione di conformità della macchina che va ad acquistare per l’industria 4.0. Ma cosa significa?

La brutta notizia la diamo subito: la dichiarazione di conformità del venditore non garantisce assolutamente l’accesso all’incentivo.

E’ sempre in capo all’imprenditore che vuole fare l’iperammortamento l’onore di dimostrare che il bene acquistato rientra nelle regole imposte dalla norma.

I requisiti garantiti dal fornitore per i quali c’è una responsabilità

Chiaramente ci sono dei requisiti che devono essere garantiti dal costruttore, il più ovvio di tutti è la presenza del PLC o equivalenti. E’ quindi normale chiedere al fornitore che faccia una dichiarazione scritta e firmata riguardante quegli elementi che sono di sua competenza.

I più immediati sono: presenza di PLC (o altre soluzioni come indicate nelle circolari), aderenza ai più recenti requisiti sulla sicurezza, presenza di sensori che facciano monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro, teleassistenza (anche se ci sono altre varianti, è consigliabile dotarsene perché può essere di enorme utilità).

Potete leggere un approfondimento su questi requisiti 4.0.

Chiaramente il cliente non può smontare la macchina per vedere se c’è il PLC o i sensori, tanto meno deve sapere se e come funzionano.

Allo stesso modo non può essere il cliente a far analizzare la macchina in termini di sicurezza per sapere se rispetta le più recenti norme.

Questi punti, se inseriti in una dichiarazione, impongono una responsabilità anche al fornitore.

Altri requisiti necessari ma verificabili

Altri requisiti come la capacità di ricevere istruzioni, di avere una interfaccia utente semplice ed intuitiva devono ancora essere garantiti dal fornitore.

Questa volta, però, il cliente può verificare quanto dichiarato e quindi, se non conforme, non può procedere all’iperammortamento. La dichiarazione di conformità, in questo caso, serve a poco durante una contestazione fiscale.

Falsa dichiarazione

Facciamo un esempio: ho una dichiarazione industria 4.0 con scritto che la macchina può ricevere istruzioni.

Quando dichiaro di averla interconnessa, per forza di cose devo aver provato quella specifica funzione e quindi sono consapevole se era presente o meno.

Se procedo con l’iperammortamento  dichiaro il falso, indipendentemente dalla dichiarazione di conformità che può avermi fornito il produttore.

Nell’autocertificazione, infatti, si attesta che la macchina è stata interconnessa e che è aderente a tutti i requisiti imposti.

Un tecnico, serio, nel fare le verifiche, non passerebbe mai una macchina del genere.

La dichiarazione di conformità, in questo caso, non serve come elemento a garanzia di un controllo quando sto usufruendo dell’incentivo ma serve prima dell’acquisto e nell’eventuale contestazione della macchina per difformità da quanto dichiarato.

Per questo è importante chiederla prima di comperare. E deve essere completa in tutte le parti, a differenza di quanto fatto in molti contratti 2017 dove si vedeva la sola scritta “conforme industria 4.0” senza sapere che cosa volesse realmente dire.

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Stefano Lissa

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